Quadri di paesaggi urbani.


arte

Quando decidiamo di dipingere un quadro di paesaggio, dobbiamo per prima cosa decidere se dipingere dal vero, copiare una foto o fare di testa nostra. Nel primo caso un consiglio prezioso è scegliere una giornata di sole, altrimenti potrebbe capitare che mentre stiamo dipingendo inizi a piovere e si bagnino la tela e i colori (oltre a bagnarci noi e rischiare di raffreddarci). Ovviamente è preferibile evitare, dipingendo open air, anche le giornate estive troppo calde, altrimenti rischiamo di scottarci per la nostra arte. Il dipingere un paesaggio da foto è molto più pratico, perché almeno possiamo lavorare quando ci fa più comodo, senza aspettare la luce giusta o la giornata con temperatura mite. Il problema è che nella foto c'è rappresentato tutto, pure i dettagli del paesaggio, e poi chiunque può mettersi a confrontare la foto col quadro che abbiamo dipinto e iniziare a fare il critico d'arte. “Qui ti sei scordato di fare le foglie”, “qua il verde non è proprio come quello della foto” nella foto c'erano solo due uccellini e tu ne hai disegnati tre” e così via con queste note critiche che ci fanno passare la voglia di dipingere un altro quadro. Per ovviare questo problema, conviene copiare una foto poco conosciuta che abbiamo fatto noi, in modo che una volta finito il quadro la strappiamo e nessuno potrà criticarci perché le tonalità di colore usate nel quadro sono diverse da quelle della foto. Tutti allora ammireranno il nostro quadro come molto realistico (se lo abbiamo copiato con un certo criterio) e diranno di noi che siamo dei veri pittori paesaggistici. Se poi il paesaggio dipinto è un paesaggio di colline toscane sicuramente la nostra arte verrà valutata molto di più. Il terzo modo, quello di fare di testa nostra, ha dei vantaggi e degli svantaggi. E' molto pratico perché non dobbiamo fare la fatica di copiare una immagine di campi fioriti o cose simili. Possiamo liberare la nostra fantasia pittorica e fare tutti gli alberi e gli uccelli che vogliamo. Anche i colori possiamo deciderli liberamente, usando i colori caldi per fare paesaggi autunnali e colori freddi per fare i paesaggi marini con molto blu. Lo svantaggio è che magari non ci ricordiamo bene come sono fatti i rami di un albero e dobbiamo dipingerli un po' a caso. In questo frangente è molto utile essere pittori asastrattisti, perché possiamo fare un po' come vogliamo, l'importante è che alla fine ci siano bei colori, e potremo dire “Questo è un paesaggio campestre” e quando ci chiederanno conto di dove sta il campo possiamo sempre rispondere che non si vede bene perché è astratto. Se poi ci mettiamo a fare il quadro di paesaggio al computer, allora è tutto molto più facile, perché tanto c'è già la foto di partenza sullo schermo e basta colorarla un po' in maniera artistica. Allora possiamo fare anche quadri che sembrano classici, certo, non ci sono i colori materici, ma l'effetto finale è di grande impatto visivo.

Ammirando i grandi quadri di paesaggi degli artisti più famosi sicuramente a qualcuno di voi sarà venuta la voglia di cimentarsi con l'arte di riprodurre su tela un bel paesaggio. Ecco allora qualche consiglio su come fare dei quadri di paesaggio che abbiano successo e possano degnamente essere esposti senza tema di fare brutta figura nel mondo delle gallerie d'arte. Per prima cosa, è necessario scegliere il paesaggio, e a questo proposito possiamo distinguere tra: paesaggi campestri (o bucolici), paesaggi marini e paesaggi urbani. Ovviamente, a meno che non si tratti di un quadro su commissione dove il cliente ci ha espressamente chiesto cosa dipingere, per chi si trova alle prime armi con i pennelli consiglio vivamente di iniziare con i quadri di paesaggi marini. Infatti, basta poco per fare un quadro di questo tipo. Prendete col pennello un po' di blu scuro e spennellate tutta la parte inferiore della tela. Avrete avuto l'accortezza di disporre la tela in orizzontale, poiché i paesaggi sono più realistici in orizzontale. Fatto il blu scuro che sarebbe il mare, il resto della tela lo potete dipingere di azzurro, in modo che anche il cielo sia ben rappresentato. Passato il colore azzurro, con il bianco fate qualche piccola pennellata per fare le onde e qualche nuvoletta per fare il cielo. Il quadro è pronto, se proprio volete essere un po' più artistici mettete una pallina di colore giallo nel cielo, in modo che nel paesaggio ci sia anche la luna o il sole a seconda di cosa avete voluto rappresentare (una pallina giallo chiaro è per la luna e una pallina un po' più grande con dei tratti di pennello lungo la circonferenza va bene per il sole e i suoi raggi gialli). Ricordatevi però di firmarlo, in modo che sia chiaro chi è il pittore che lo ha dipinto. Per i quadri di paesaggi bucolici dobbiamo purtroppo perdere più tempo, perché in genere ci sono rappresentati anche gli alberi. Comunque vediamo come procedere. Col pennello largo prendiamo il verde e riempiamo la tela nella parte bassa, diciamo fino a un quarto della sua altezza. E il prato è fatto. Poi col marrone scuro facciamo delle pennellate verticali che rappresentino i tronchi degli alberi e altre pennellate più corte per fare i rami. Ora, ecco il trucco per dipingere le foglie, prendete un verde chiaro e un verde scuro e con due pennelli intinti nei due colori delle differenti tonalità fate tutti pallini tra i rami fino ad aver dipinto una bella chioma di foglie verdi. Per completare il quadro prendete l'azzurro e fate tutto quello che rimane a tinta unita, in modo che anche il cielo sia fatto. Come per i paesaggi di prima, se volete con lo stesso metodo pittorico fate il sole (o la luna) e qualche nuvoletta che in un'opera d'arte ci sta sempre bene. E anche su questi quadri è importante mettere la firma. Per concludere questa lezione sui paesaggi, passiamo ai paesaggi urbani, quei quadri che rappresentano panorami di città. Possono essere città famose come Roma, New York o Parigi, o semplici scorci di cittadine di provincia. L'importante è che la pennellata sia sempre sicura e densa di colore. Allora, col grigio fate la parte di sotto, che rappresenta l'asfalto. Poi prendete il grigio chiaro, il marroncino e il rosa antico e ci disegnate dei rettangoli di diverse altezze uno vicino all'altro, in modo che venga fuori rappresentata una bella fila di case. Mi raccomando di fare i tetti rossi. Con un blu scuro fate tutte le finestrelle (è la cosa più noiosa quando si fa un quadro di paesaggio urbano) e col marrone scuro fate le porte delle case. Un tocco di classe, se volete essere più artisti moderni, è fare il cielo blu scuro, in modo da fare un paesaggio notturno veramente artistico. E ci mettete anche dei puntini gialli per fare le stelle. Alcuni artisti contemporanei inseriscono, anche per mostrare la loro abilità nel disegno) un piccolo aeroplano disegnato nel cielo, in modo che il quadro sia più realistico. Firmate anche questi quadri e poi cercate delle belle cornici. Le cornici classiche sono adatte per i paesaggi, mentre le cornici moderne si adattano meglio ai paesaggi urbani, per fare più design. Per i paesaggi marini una cornice vale l'altra. Trovate invece qui dei quadri di paesaggio digitale già pronti se non volete perdere tempo a farli.

I quadri di paesaggio, un genere molto comune nella storia dell'arte, di solito sono orizzontali. Per i paesaggi marini vanno bene supporti stretti e lunghi, mentre per i paesaggi toscani o bucolici le tele non devono essere troppo basse perché altrimenti nel dipingere poi non c'entrano gli alberi. Ovviamente ci sono le eccezioni. Se per esempio dovete rappresentare un cipresso solitario (nella categoria dei paesaggi campestri), vi servirà una tela verticale. Con i paesaggi si può arredare qualsiasi ambiente, perché essendo neutri non disturbano né i mobili né le persone che li guardano. Magari possono risultare noiosi, però è pure questione di gusti. Per dipingere una collina va bene una tela 70x100, ci vogliono il verde e il marrone e volendo un po' di azzurro per il cielo. Per le campagne con molto verde è meglio usare i colori a olio, per l'oceano anche l'acrilico va bene. Ma che cornice ci metto su un quadro paesaggistico? Se è classico ci devo mettere il passepartout, se è moderno pure senza. Alcuni pittori li fanno molto geometrici, perché così possono metterci molti quadretti di colori simili ma diversi. Il passaggio da questi a quelli che fanno i paesaggi urbani è breve. Infatti i quadretti sono perfetti per dipingere le case e i palazzi, e anzi se siamo tristi possiamo anche risparmiare su troppi colori e fare con tutti grigi e poco azzurrino. Tanto poi basta metterci col pennello un po' di giallo con una luna e gli diamo un po' di luce e colore. A meno che non sia un quadro tutto giallo. Allora siamo andati oltre i quadretti, perché la realtà fotografica è entrata nel quadro da dietro. Si è portata il disegno è il chiaroscuro, pure dentro molto contrasto, e ha lasciato a noi riempire con il giallo. Constable r Turner basta, sì belli per carità ma vuoi mettere quelli dopo? Comunque preferisco quando ci stanno dipinte pure le figure umane, un viso, un nudo, o magari delle persone che corrono o fanno qualcosa. O almeno un dinosauro. O qualcosa che almeno hanno fatto gli umani, tipo una casa. La cosa bella dei paesaggi è quando ci stanno e non si vedono. Hai presente quelle scene di caccia dipinte dai primitivi nelle caverne? Là è pieno di paesaggio invisibile dove corrono uomini nudi con le frecce appresso alle gazzelle o i bisonti. E un po' il paesaggio te lo fa la roccia della caverna, un po' c'è e te lo immagini proprio come è senza che ci sia disegnato. E quindi non è che è astratto solo perché non si vede, perché c'è reale in un modo che non sai come si fa se non c'è nemmeno un fiore o un filo d'erba disegnato. Comunque non dico che non devi dipingerlo, per carità, solo che a volte se ci concentriamo ci possiamo mettere nel quadro le persone e il paesaggio si fa da sé. E' un po' la bellezza del disegnare, che fa lasciare un po' tutto di qua e un secondo dopo ha lasciato tutto di là, dall'altra parte, solo che oltre al chiaroscuro ci vanno in mezzo pure i colori..